Tenute Perdarubia

La tradizione del Cannonau

Il coraggio di credere nella terra.

Un progetto coraggioso, pensato da Mario Mereu nel 1945. Gli echi della guerra non sono ancora spenti, il boom economico di là da venire, eppure Mario decide di investire sulla sua terra e sul vino tradizionale: il Cannonau. Lo fa in un momento in cui quel vino non ha il prestigio di adesso ed è quasi sconosciuto fuori dai confini della regione. La prima vendemmia è nel 1949 e da allora arrivano numerosi riconoscimenti per il Cannonau in purezza. Il figlio di Mario, Renato, acquisterà nuovi terreni e implementerà la produzione ma è con la terza generazione, guidata da Mario che la tenuta raggiunge i 600 ettari, di cui 20 vitati e i restanti dedicati all'olivocultura, alla selvicoltura e ai cereali antichi. Figlia dell'amore per la terra è anche la scelta di un'agricoltura biologica che rispetta a pieno l'ambiente e la materia prima. 

Vigneti

20 ettari vitati, su un territorio di 600 ettari. Gli altri ospitano olivicoltura, selvicoltura e coltura dei cereali antichi. 

Uve e Vitigni

Questa azienda vanta un'azione di recupero e valorizzazione del Cannonau, in un momento, la fine degli anni Quaranta, in cui era sconoscuto ai più. Questo vitigno viene coltivato "a piede franco" ovvero non innestato su vite americana, con una selezione massale e un impianto a talea: ciò consente la salvaguardia genetica delle piante madri che risalgono ai primi del Novecento. Oltre al Cannonau, sono presenti anche Vermentino, Nuragus, Semidano e Nuristellu. 

Terreno

Disfacimento granitico.

Sistema di coltivazione

La coltivazione segue le regole dell'agricoltura biologica, senza l'uso di fertilizzanti di sintesi o irrigazioni. 

Perché è in Vinevo

La storia di Perda Rubia, questo il nome originario, è segnata da tre date fondamentali: 
1945: nasce l’azienda agricola, grazie alla visione di Mario Mereu; 
1971: Renato, uomo di grande cultura e impareggiabile sensibilità, dotato di enorme rispetto per la sua terra e per il Cannonau, decide di proseguire il progetto del padre. Di Renato ricordiamo come fosse oggi i racconti che ci faceva tra i vigneti.
2014: passa al comando il nipote Mario, e sposa l’idea di un’agricoltura artigianale dove il Cannonau vegeta ancora a “piede franco” e dove, nel più profondo rispetto della natura, vengono utilizzati solamente disciplinari biologici.Da allora Mario continua la tradizione, l’arricchisce con nuovi progetti e produce Cannonau di un’eleganza sublime, che esalta la bevibilità e la speziatura della varietà, grazie anche ai vecchi vigneti e alle qualità indiscusse dei terreni di origine vulcanica.
Tenuta Perdarubia e il patrimonio prodotto in tutti questi anni è salvo, ma Mario non soddisfatto si cimenta anche con la coltivazione e la vinificazione di una varietà bianca: e cosa poteva essere se non un Vermentino?