Murgo

L’innovazione nel solco della tradizione

Ai piedi di una madre amorevole e severa

A 500 metri sul livello del mare, lungo una delle principali vie di accesso ai crateri dell’Etna, sorge la Tenuta San Michele. È qui che nel 1981 il barone Emanuele Scammacca del Murgo, la cui famiglia ancora oggi coltiva questi terreni, decise di trasformare le antiche proprietà terriere in vigne e, da vero pioniere, apportò poco alla volta dei miglioramenti che diedero risultati eccellenti. Qui il vulcano, o più semplicemente “la montagna”, come viene chiamata, non è una semplice presenza: è una vera e propria madre, sempre vigile, che spesso nutre e talvolta si infuria. 
Murgo ha visto crescere l’attenzione per il vino dell’Etna, e ne è stata protagonista, mirando sempre a raccontare con i propri vini il legame con la montagna e con questo territorio, con una ricerca e un lavoro continuo che hanno portato a scoprire sempre nuovi aspetti del terroir, e a inserire innovazioni come lo splendido spumante da nerello mascalese. 

Vigneti

30 ettari sulle pendici dell’Etna, con un microclima caratterizzato da forti escursioni termiche che ritardano la maturazione e danno grande freschezza ai vini.

Uve e vitigni

Caricante, catarratto e soprattutto nerello mascalese fanno la parte del leone, ma Murgo vinifica anche ottimi vini da vitigni internazionali. 

Terreno

Vulcanici, a conferire una forte mineralità.

Sistema di coltivazione

L’azienda è in conversione al biologico, ma già ora è molto rispettosa dell’ambiente unico in cui sorgono i terreni, e la conduzione del vigneto è basata sull’impiego prioritario di tecniche naturali a basso impatto ambientale.

Vinificazione

Come in vigna, anche in cantina gli interventi sono ridotti al minimo e puntano a esaltare le caratteristiche dei vitigni e del terroir. 

Perché è in Vinevo

Tutto ebbe inizio dal desiderio del Barone Emanuele Scammacca del Murgo di trasformare la sua tenuta in una moderna azienda agricola. Doveva essere un luogo in cui vini e spumanti potessero esprimersi al meglio, raccontando le magie dell’Etna. Erano i primi anni 80, l’Etna non era certo riconosciuto come oggi, anzi ben pochi si interessavano a quelle “terre perdute”, 
ma la capacità del Barone di vedere oltre fu determinante. E portò a continuare la sua opera i suoi numerosi figli: Michele, Pietro e Manfredi, solo per elencarne alcuni. Tutti i discendenti del Barone, hanno avuto nel loro percorso di produttori una predilezione per le varietà locali come Caricante, Catarratto Bianco, Nerello Cappuccio, nutrendo però un rispetto particolare per il gioiello di famiglia, il Nerello Mascalese.
Furono infatti gli Scammacca del Murgo i primi a saper declinare il Nerello in spumante, con risultati di grande eccellenza.
Sono davvero spumanti di altissimo livello, che smentiscono i miti negativi sui vini di quelle latitudini come carenti di acidità, imprecisi, caldi e corposi. La qualità intrinseca alla varietà e al territorio risuona potente al primo assaggio, valorizzata dal grande lavoro degli Scammacca del Murgo Brothers.