Lodi Corazza

La qualità nei Colli Bolognesi: dell’uva, del vino, dell’accoglienza.

Il risultato vivente di un’idea e di una tradizione millenaria

È nella campagna di Bologna, al confine tra Impero e Stato della Chiesa, che dalla prima metà del Settecento la famiglia Lodi si occupa di agricoltura, e che dal 1960, con l’ingresso di Corrado Corazza, l’azienda inizia a specializzarsi sempre più nella vite, accogliendo nuove tecnologie ad affiancare il sapere tradizionale. Da più di vent’anni sono i fratelli Silvia e Cesare Corazza a gestire il patrimonio familiare, puntando sulla qualità delle uve, dei vini, e sull’accoglienza, tratto unico e distintivo di queste terre. E se il tempo passa e inevitabilmente modifica e plasma il territorio, i vigneti rimangono al loro posto, da sempre, intatti. 

Vigneti

Sui colli bolognesi, nella zona di Zola Predosa Ponte Ronca. 

Uve e vitigni

A fare la parte del leone è il Grechetto gentile, che dà tanti ottimi Pignoletti, ma non manca un vitigno internazionale come il Sauvignon e una piccola parte di Albana, vitigno solitamente più romagnolo che emiliano. Tra i rossi, Barbera e Merlot.

Terreno

Pseudo argilloso, terre rosse mediterranee ricche di limonite.

Sistema di coltivazione

Agricoltura integrata che mira a mantenere intatta la biodiversità del territorio. 

Vinificazione

La vinificazione è il più rispettosa possibile delle uve: anche l’uso del legno è esclusivamente per micro-ossigenare i vini e renderli, in questo modo naturale, più longevi, colorati e profumati senza aggiungere aromi da legno. Gran parte della vinificazione avviene in cemento, sia per la sua capacità termica sia per la totale assenza di sostanze allergeniche.

Perché è in Vinevo

Quando passa per la strada c’è sempre qualcuno che cerca di fermarlo per strappargli un autografo: ma certo, è Cesare Corazza, il Vasco Rossi dei vignaioli italiani. Non è semplicemente una somiglianza fisica, è quel non so che di follia, di leggerezza, di amore per la vita che lui ha e che caratterizza le genti di quella parte d’Italia, l’Emilia. 
Oggi Cesare e la sorella Silvia collaborano per migliorare sempre più la loro azienda. Molta cura viene dedicata al Pignoletto, la varietà che meglio rappresenta i Colli Bolognesi e per sviscerarne tutte le qualità i due fratelli studiano e sperimentano diversi approcci agronomici ed enologici.
Il Pignoletto, come molte altre varietà italiane, ha delle caratteristiche intrinseche che gli permettono di essere un vino fermo, un frizzante, un passito e perché no anche un metodo classico. Tutte queste espressioni risultano di altissimo livello, mantengono una radice comune, ma regalano anche sensazioni inaspettate.  
I Colli Bolognesi non sono tra le zone viticole maggiormente conosciute in Italia, ma grazie ai fratelli Corazza e ad altri colleghi della zona, che hanno intrapreso la via della ricerca e della qualità, stanno ottenendo i riconoscimenti meritati.