La Chimera

Una viticoltura eroica in Val di Susa

Un sogno che un passo alla volta è diventato realtà.

La Chimera è una piccola azienda vinicola collocata nei pressi di Chiomonte, in Val di Susa. Qui, nel 2005, Stefano Turbil decide di intraprendere un'avventura: il recupero di un territorio e di un lavoro abbandonato nel Dopoguerra in seguito allo sviluppo industriale della vicina Torino. La viticoltura in Val di Susa, infatti, si fa su terrazzamenti a 700 metri sul livello del mare, rigorosamente a mano e senza macchinari: un lavoro faticoso e ben meno soddisfacente del lavoro in fabbrica. Eppure Stefano ha deciso di riprenderlo e di farlo proprio come lo si faceva una volta, lasciando esprimere in modo diretto i vigneti. Insieme al territorio, Stefano ha deciso di recuperare anche due vitigni autoctoni, l'Avanà e il Becuet, e ad oggi l'azienda conta quasi tre ettari di vigna per una produzione annua di 5000 bottiglie. Una piccola produzione fatta con cura e passione, capace di farci assaporare il gusto autentico del territorio alpino. 

Vigneti

2 ettari circa, ricavati da vecchi terrazzamenti a 600 - 700 metri sul livello del mare.

Uve e Vitigni

Le varietà più colivate nel territorio de La Chimera sono autoctone: Avanà, Gamay, Barbera e Dolcetto. Si tratta di vitigni di oltre 80 anni, che sono stati pazientemente recuperati. A queste si affiancano vitigni internazionali come il Traminer e il Syrah. 

Terreno

Poveri e pietrosi.

Sistema di coltivazione

Le vigne sono coltivate su muretti a secco che risalgono il pendio della montagna. Il rispetto per la natura e per la storia del territorio fa sì che non vengano utilizzati concimi chimici e diserbanti, sono consentiti solo i trattamenti con zolfo e rame come da protocollo dell'agricoltura biologica.  

Vinificazione

La vendemmia viene effettuata a mano tra fine Settembre e fine Ottobre, così che l'escursione termica tra giorno e notte possa arricchire ulteriormente la componente aromatica delle uve. In cantina non vengono usati i solfiti, nel pieno rispetto della materia prima. 

Perché è in Vinevo

Stefano Turbil lo conosciamo da quando il suo progetto di ricostruire l’identità vinicola della Valle di Susa poteva sembrare solo un sogno. Una vera agricoltura di montagna, dove i vigneti sono posizionati principalmente sulla sinistra orografica della Dora Riparia con pendenze da brivido.
Da vero alpinista qual è, con la cocciutaggine e l’estremo amore per quello che quotidianamente fa, Stefano sta raccogliendo oggi i meritati risultati. La Valle di Susa rimane ancora un confine inesplorato, ma per chi ama il vino e le sue innumerevoli espressioni non è più una sorpresa. 
Passare del tempo con lui in vigna cogliendone le perplessità, il senso della fatica, ma anche la speranza e la soddisfazione, è un’esperienza splendida. Se poi, ammirando le bellezze alpine tutt’attorno, si gusta una fetta di bondiola e si versa un calice di Avanà, quel vitigno che ha recuperato dandogli indirizzo e identità e di cui lo consideriamo in qualche modo il padre, si raggiunge la gioia pura.