Candidaterra

Ritrovare un’antica vocazione

Una storia giovane che si sposa con una tradizione antica

Nata nel 2013, Candidaterra è una piccola, giovanissima cantina di Ventotene, talmente giovane che i primi vini sono usciti solamente nel 2019. Eppure questa storia così breve si vuole unire a, e vuole raccontare, una storia molto più antica: Fin dai tempi dei Romani infatti il vino di Ventotene era riconosciuto come eccellente, ma la sua tradizione si è persa nel tempo. E la famiglia di Luigi, che guida Candidaterra, è una delle più antiche di Ventotene, con il bisnonno tra i primi a trasportare generi alimentari tra Napoli e l’isola con un veliero in legno.  
Una storia pubblica e una storia privata che si intrecciano, quindi, e creano qualcosa di sorprendente: guidato dai racconti del nonno sulla qualità del vino che un tempo si faceva nell’isola, e del padre, sofferente per lo spopolamento di Ventotene, Luigi ha deciso di tornare, e di scrivere una nuova, bellissima pagina. Perché la storia continua. 

Vigneti

2 ettari di vigneti a 50 metri sul livello del mare. L’intera Ventotene si estende su 189 ettari.

Uve e vitigni

I vitigni coltivati sono i bianchi tipici di queste zone: la falanghina, il fiano, il greco. Tutti entrano a far parte dei blend prodotti dall’azienda.

Terreno

Il piccolo appezzamento, come d’altronde l’intera isola, è caratterizzato da terreni vulcanici. 

Sistema di coltivazione

Già dal nome Candidaterra vuole restituire il grande rispetto verso la terra: infatti non utilizza pesticidi, insetticidi o prodotti chimici inquinanti di qualsiasi genere, nel pieno rispetto delle norme che disciplinano la Riserva Naturale delle isole di Ventotene e Santo Stefano.

Vinificazione

Interventi minimi, con fermentazioni a temperatura controllata e maturazioni in acciaio.

Perché è in Vinevo

Luigi Sportiello è un ragazzo innamorato. Della sua isola e del mare che la circonda. 
Perché Luigi è abituato a osservare il mondo oltre l’orizzonte e da quella visione sa carpire i segreti per costruire i suoi sogni. Come quando nel 2013 decise di coltivare dei vigneti e di fare vino che potesse segnare un punto di ripartenza per la viticoltura che a Ventotene era di casa, ma che era stata abbandonata da anni a causa dell’emigrazione.
Le varietà di riferimento sono quelle classiche della Campania, e una lunga storia lega Napoli a questi territori di mare. Per questo Luigi ha pensato bene di proseguire l’opera piantando a Candidaterra viti di Falanghina, Fiano e Greco, coltivandole in profonda sintonia con la natura e nel rispetto della salute.
Da queste uve è nato Pandataria il vino del confino, un’etichetta dedicata da Luigi alla storia dell’isola e a quella del carcere di Santo Stefano, dove centinaia di prigionieri comuni e dissidenti politici hanno patito nei secoli durissime reclusioni fino alla tanto desiderata chiusura nel 1965.