Aurora

2020

Il profilo gustativo di Aurora

Annata

2020

Denominazione

Vino Bianco

Grado alcolico

11.5

Bottiglie prodotte

10000

Filosofia produttiva

Artigianale
Biologico
Viticoltura Eroica

Perché Aurora

"Aurora" del consorzio I Vigneri è composto al 90% da Carricante e al 10% da Minella. Il suo nome è ispirato a una specie di farfalla, Alba, autoctona dell'Etna ma in via di estinzione, riprodotta anche sull'etichetta. E come la farfalla, anche questo vino è fortemente legato al territorio, dove le vigne crescono a 750mt s.l.m. e la viticoltura è portata avanti in totale assenza di sostanze chimiche e nel pieno rispetto dell'ambiente.

L'Aurora si presenta all'occhio di un color giallo paglierino con riflessi dorati. Colpiscono il naso gli aromi di pompelmo e pesca che si intersecano a gelsomino e timo. Al palato è tonico e rotondo, con una leggera nota di sapidità. 

Abbinamenti

L'Aurora del consorzo I Vigneri è perfetto per accompagnare i piatti della tradizione sicula: gli antipasti caldi di mare, i risotti a base di verdure, le zuppe di pesce in bianco, pesci alla griglia o in umido. 

Colore

bianco

Note di degustazione

Agrumi
Aromi floreali
Aromi minerali
Frutta a polpa chiara

Gusto

Tonico e rotondo, con una leggera sapidità.

Come servirlo

Temperatura di servizio: 8° - 10°

Servire in un calice di apertura media, che convoglia verso il naso il bouquet di aromi. Vino da bere subito, ma può essere lasciato invecchiare in cantina per 2 - 3 anni.

Per saperne di più

La vendemmia si svolge durante la prima decade di ottobre. Le uve intere vengono poi pressate, e il mosto lasciato decantare per circa 30 ore. I lieviti utilizzati sono autoctoni. Travasi e imbottigliamento sono svolti secondo le fasi lunari.

6 mesi in acciaio

Vulcanico e sabbioso con importante presenza di Ripiddu (lapilli e pomice vulcanica eruttiva). Il suolo è mediamente profondo e scarso di scheletro.

Vigna dell’Aurora, nella contrada Caselle del comune di Milo, a 750 metri sul livello del mare nel versante Est dell’Etna. È stato impiantato nel 2010 e nel 2015, ad alberello etneo.