Luglio

Anteprima di luglio: il vino e l'acqua

Viaggiamo insieme lungo le coste dei mari, attorno ai laghi, lungo i fiumi, dai bacini più ampi a quelli che sono poco più che pozzanghere

Vie di comunicazione ma anche fondamentali per la viticoltura: mari, fiumi e laghi sono i nostri protagonisti

La vista di una montagna con la sua possente staticità ci infonde sicurezza, limita l’orizzonte e crea punti di riferimento. L’acqua invece è dinamica, scorre come il tempo, come l’infinito mutare delle cose. Mai uguale a sé stessa, rappresenta simbolicamente il cambiamento, anche quello estremo: nella mitologia segna il confine tra le cose terrene e quelle sovrannaturali, l’aldilà.
Il fascino dell’acqua tiene accesa la sete di scoperta, il suo mistero spinge l’uomo a sfidare sé stesso, e lo spinge potentemente nella sua evoluzione.
Fiumi, laghi e mari sono diventati naturali vie di comunicazione contribuendo allo scambio di culture e alla nascita del commercio tra i popoli.
Esplorando nuove terre ci siamo appropriati di molta ricchezza, sapere e cultura, abbiamo arricchito con nuovi prodotti agricoli le varietà presenti nel continente e nella nostra dieta alimentare.
Ma non sempre tutto è filato liscio, e la viticoltura lo testimonia. 

Attorno a un lago

La fillossera, parassita figlio d’oltre oceano, ha praticamente distrutto la viticoltura europea tra la fine del ‘800 e gli inizi del ‘900, ma abbiamo rimediato grazie ai portainnesti di vite, anch’essi americani, resistenti al pericoloso insetto.
Anche il ghiaccio, acqua allo stato solido, è stato fondamentale per la creazione del paesaggio e per la successiva vita del mondo animale. In antiche ere geologiche, il ghiaccio ha modellato montagne e scavato profonde e pittoresche vallate creando immensi depositi fertili di terreni morenici. Spesso da questi fenomeni hanno preso vita specchi d’acqua incantati: primo fra tutti, il Lago di Garda.

Ed è proprio sul lago che parte la ricerca del mese, con i vini della cantina Armea a Desenzano del Garda, dove il clima è profondamente condizionato dalla luce e dal calore delle acque. Questi elementi, uniti ai terreni argillosi tipici della costa sud del lago, caratterizzano i vini con eleganza, pienezza e complessità. Sono vini inaspettatamente longevi che garantiscono una beva infinita. Pensiamo solo al Lugana uno dei vini bianchi più apprezzati in campo nazionale.

La via del mare

Sul mare a Menfi si muove Marilena Barbera che a noi ha raccontato: “…faccio vini che stanno al mare, che vivono nel mare di mare, faccio i vini di sole, di luce perché questo è un posto dove ci sono 320 giorni di sole all’anno…”. I suoi sono vini di sorprendente salinità, calore e colore, freschezza ed eleganza. A Cantine Barbera non è solo l’acqua salata a determinare la qualità delle uve, anche quella dolce del fiume Belice arricchisce di sedimenti i terreni quando straripa e inonda alcuni vigneti della proprietà.
Cullati sulle onde di una barca in compagnia di Luigi Sportiello della cantina Candidaterra, sotto un sole ormai estivo, costeggiando la spettacolare Isola di Ventotene, non possiamo non pensare a quanto il mare abbia segnato e delimitato ogni attimo della vita del territorio e della comunità. Gli occhi si riempiono di tale bellezza che hai la sensazione che non può non aver contagiato le viti e il vino che stiamo sorseggiando. Le note sapide e la freschezza che ricorda la brezza marina ci fanno trasalire.
L'isola di Ventotene, vista dall'alto
Il mare affascina, così come le isole che ne sono attorniate. 
A me sembra che gli uomini che le abitano ci si attacchino visceralmente. A volte sono passionali, spesso mantengono un senso di avventura, come tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno solcato i mari nella lunga storia dell’uomo. 
Penso a Pasquale Cenatiempo, fiero ischitano, che abita un’isola dove le abitudini sono principalmente terragne e agricole: non è un caso se il piatto locale è il coniglio all’ischitana. Però anche sforzandomi non riesco a immaginarlo lontano dall’isola e dal suo mare, profondamente inscritto nel suo Dna.
Penso a Piero Cella di Quartomoro che, senza quei vigneti che esplora incessantemente sulle sabbie del Sulcis, della Gallura o nel golfo di Oristano, sempre a caccia di antiche varietà possibilmente a piede franco, non sarebbe più lo stesso. Sono uomini che hanno sposato la loro terra e il loro mare e li vivono integralmente con grande coraggio e vitalità, come antichi capitani di fregata.

Il ghiaccio e i fiumi

Non dimentichiamoci delle valli alpine, dove i ghiacci hanno lavorato le sponde lasciando poca terra fertile attaccata alle rocce e creato gli alvei dove i fiumi scorrono vitali fino al mare. Uno di questi è la Dora Riparia che a Torino sfocia nel Po, e che nel suo percorso favorisce le escursioni termiche e l’apporto idrico nella Val di Susa. 
Stefano Turbil de La Chimera mi conferma il pensiero, sostenendo che in prossimità del fiume i suoi vigneti producono uve che esaltano freschezza e profumi, dedicate prevalentemente a vini mossi, ma anche a quelli di particolare aromaticità. 

Panta rei, diceva il filosofo Eraclito, tutto scorre. E nessuno si bagna due volte nello stesso fiume. Cambia l’acqua e cambiamo anche noi che ci immergiamo: questo è forse il più prezioso messaggio che l’acqua ci sussurra. Il senso della vita è nel cambiamento, nella ricerca di nuove vie, fuori e dentro di noi.