Giugno

Dalle Alpi agli Appennini: i vini di montagna

Pendenze estreme, panorami mozzafiato, e vini che raccontano una storia comune.

Scopriamo insieme le caratteristiche comuni dei vini di montagna in un percorso che ci porterà dalle Alpi alla Sicilia.

Se dall’estero pensi all’Italia probabilmente ti vengono in mente il mare e le città d’arte. Eppure noi sappiamo che è una cartolina poco veritiera: l’Italia è fatta al 42% di colline e al 35% di montagne, cinta a nord dalle Alpi e con la schiena degli Appennini che la percorre. A giugno vogliamo proprio portarvi in montagna, a scoprire i vini che, tra mille difficoltà, si ottengono da grandi pendenze e altitudini sorprendenti. Sono spesso (non sempre) vini dal colore di elegante trasparenza, che spesso giocano più sull’equilibrio che sulla potenza, e che si identificano per una bella acidità. Questi sono solo tratti generali e non regole, ovviamente: per scoprirne qualcosa di più vi rimandiamo prima di tutto alla nostra anteprima, e poi alla scoperta dei produttori di questo mese. Questo mese quindi allacciate gli scarponi, perché non prenderemo una strada comoda: se guardate con attenzione al limitare di quel bosco inizia un sentiero, che sale, sale, e ci porterà a conoscere i produttori di questo mese. Andiamo! 

A un passo dalla Francia

Parli di montagna in Italia e non puoi non partire dalle Alpi. Il sentiero che prendiamo questo mese si inerpica tra valli e cime e ci fa scoprire tutto l’arco delle nostre Alpi. Iniziamo in Val di Susa, a due passi dalla Francia, con i vini identitari di Stefano Turbil e La Chimera. Stefano è anche il nostro produttore del mese, e con lui abbiamo fatto una bella chiacchierata su cosa significhi fare vino con le pendenze e le difficoltà imposte dalla montagna, e cosa significhi curare e custodire davvero un territorio. Rimaniamo vicino alla Francia con Crotta de La Meurdzîe di Marziano Vevey e i suoi prié blanc, vitigno che testardamente ha deciso di crescere ad altitudini e climi ardui come quelli della Valle d’Aosta: sono probabilmente i vigneti più alti d’Europa.

L'arco alpino

Seguendo il nostro sentiero ci spostiamo verso est, in Valtellina, terra che negli ultimi vent’anni ha conosciuto una crescita notevolissima, soprattutto grazie alla chiavennasca, che altro non è che il nebbiolo: vitigno che come nessun altro parla del proprio luogo di origine, proprio perché capace di crescere e prosperare in pochissimi posti al mondo, ha trovato qui le migliori condizioni dove crescere al di fuori delle Langhe. Uno dei grandi nomi di Valtellina è l’azienda Sandro Fay, che questo mese affianca ben cinque nuove etichette a quelle che vi abbiamo già proposto nei mesi scorsi. 
Chi scrive ha un’infinita passione per le Dolomiti, e proprio qui ci accompagna ora il nostro sentiero, a ritrovare i vini biologici, artigianali, di Rielinger, realizzata su pendenze a dir poco feroci a 750 metri sul livello del mare. Scendiamo un po’ in altitudine per tornare a incontrare Terre dei Gaia, piccola e giovane azienda il cui progetto di riscoperta di vitigni autoctoni e in gran parte in via di estinzione ci appassiona: per questo motivo a giugno vi proponiamo ben cinque loro nuove etichette, che si affiancano a quelle incontrate nei mesi scorsi. 

Gli Appennini

Dall’arco alpino scendiamo attraverso gli Appennini per tutta Italia. Il sentiero ci porta subito in Oltrepò Pavese dove, come ci ha raccontato lo scorso mese Andrea Picchioni, gli Appennini iniziano. È proprio Andrea che ritroviamo, in grande spolvero con una proposta di tutti i suoi vini, a partire dalla gioiosa Ipazia, splendida bonarda da tutti i giorni, su su fino al magnifico Bricco Riva Bianca, un grandissimo buttafuoco riserva. A pochi chilometri da Andrea, i progetti gemelli Calatroni e Mon Carul ci raccontano da un lato l’Oltrepò spumantistico e dall’altro quello dei vitigni tipici della zona – magari non autoctoni ma diventati vero biglietto da visita, come il riesling renano. 

I vulcani

L’ultima piega del sentiero ci fa salire sui nostri vulcani, con nuove etichette di cantine che già conosciamo. Ritroviamo i vini vulcanici di Bosco de’ Medici, a due passi dal Vesuvio, osservando Pompei, che questo mese aggiunge il Pompeii Rosso alla propria proposta. E torniamo in esplorazione sull’Etna, con i vini unici di Salvo Foti, tra cui la nuova annata del Vinudilice, e il rosé di Murgo, vino perfetto se ce n’è uno per brindare in balcone con il caldo che è arrivato. 
Buon viaggio, e salute!